Nonostante la sua fama di liquore di Sorrento e Capri, il limoncello catanese e siracusano non ha nulla a che invidiare a quello campano.

Generalmente, si utilizza per l’infusione alcol etilico a gradazione di almeno 90%, in cui vengono macerate le scorze (solo la parte gialla) di dieci grossi limoni per ogni litro di alcol. Il periodo di macerazione varia a seconda delle ricette, ma mediamente si aggira sui venti giorni, dopodiché viene aggiunto lo sciroppo, nel quale le proporzioni sono sommariamente di 600-700 grammi di zucchero per litro d’acqua. Il liquore viene quindi filtrato e imbottigliato.

Mediamente dopo almeno un mese di maturazione in bottiglia (ma per certe ricette la durata è molto minore), il preparato diviene il classico liquore di colore giallo, particolarmente adatto da gustare come digestivo dopo i pasti.

La buccia di colore giallo citrino, ottenuta dai migliori limoni di forma ellittica, simmetrica e di dimensioni medio-grandi, è l’ingrediente principale del limoncello, contenente oli essenziali che conferiscono al liquore un aroma molto deciso, nonché un gusto molto forte.

Storia del limoncello

Secondo la tradizione, il limoncello nasce agli inizi del Novecento e la sua paternità viene contesa tra sorrentini, amalfitani e capresi: molto rinomato, infatti, è quello prodotto in Campania utilizzando il limone di Sorrento (il “femminello”) o lo sfusato amalfitano IGP.

In seguito alla popolarità raggiunta dal Limoncello in Italia, anche gli Stati Uniti hanno iniziato a produrre limoncello, usando i limoni della California, che equivalgono al 90% della produzione nazionale.

Il limoncello nostrano

Nella zona della piana di Catania e nell’entro terra siracusano abbiamo una produzione non indifferente di limoni dalle diverse varietà. Solo nella provincia di Siracusa arriviamo a circa 5000 ettari.

Le produzioni solitamente sono sono 2 naturali + 1 indotta:
– Primofiore, naturale;
– Bianchetto o Maiolino, naturale;
– Verdello, indotta

La produzione del verdello viene fatta utilizzando una tecnica agricola particolare, ovvero viene sospesa l’irrigazione, l’albero pensa di morire e produce il verdello come ultimo tentativo di riproduzione.

L’alta qualità di queste produzione ha fatto si che il limone ottenesse il marchio IGP per le sue proprietà tra le quali, la concentrazione di olii essenziali.

Si riconosce per frutti di medio calibro, la buccia liscia e molto profumata.

La Sicilia realizza il 90% della produzione nazionale di limoni. Il femminello è apprezzato ed esportato in Europa per uso alimentare, medico scientifico, cosmetico e profumiero.