L’Etna è attraversata da decine e decine di sentieri naturalistici che un tempo erano vere e proprie arterie “commerciali”. Oggi scopriamo quello de “la Trainara”

La Trainara, rappresentato dal sentiero 733, si snoda lungo il versante N NE del vulcano. Una linea diretta che partendo dal centro di Linguaglossa si snoda lungo il bosco Ragabo. Partiva nella zona sottostante al Piano Donnavita a circa 1250m fino a quota 540m all’attuale Villa Milana.

Nei tempi che furono, questo sentiero rappresentava la via preferenziale per il trasporto dei grossi tronchi di pino laricio, traninati dai potenti buoi fino al centro abitato di Linguaglossa: una delle porte dell’Etna.

Giunti a Linguaglossa, i tronchi venivano sezionati, segati e trasportati nei centri urbani più grandi come Catania e Messina.

I “corrieri del legno” muniti dai poderosi buoi seguivano le pendenze più favorevoli e le direzioni meno tortuose, sfruttando come segnali delle incisioni sulla roccia lavica. Col tempo la traccia divenne una carrareccia utilizzata per raggiungere le coltivazioni di uva e frutta più in quota, oggi del tutto inesistenti.

Ciò che rimane di quegli antichi centri di produzione sono solo rovine di pietre lavica e qualche palmento diroccato.

La Trainara perse il suo uso nella prima metà del ‘900 con l’arrivo dei mezzi gommati e delle nuove tecnologie. In più il commercio del legno si rivolse ad altri settori e mercati. Quello fu il momento in cui nel centro di Linguaglossa prese vita l’idea di realizzare una via di comunicazione che permettesse di raggiungere le zone più alte dell’Etna, così da poter ammirare le bellezze naturali e i panorami a perdita d’occhio.

Nasce la celeberrima strada: Mareneve. Era il 1947

Oggi, il sentiero 733/733A (variante) segue l’antico tracciato de La Trainara. Nella parte superiore (Piano Donnavita) si è prolungata la traccia fino a collegare il sentiero con la rete dei sentieri ad alta quota, Piano Pernicana e Sentiero delle Ginestre.

Il tratto finale del sentiero 733A che rappresenta una semplice variante, raccorda il vecchio sentiero con una parte del centro abitato di Linguaglossa, dove per un brevissimo periodo dello scorso secolo, ebbe la funzione di stoccaggio dei tronchi provenienti dal Bosco Ragabo. Quest’area corrisponde all’attuale stazione della Circumetnea di Linguaglossa.